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Tenuta all’aria – Parte 4. Esempi applicativi su strutture in legno

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Nello scorso articolo (Tenuta all’aria – Parte 3. Esempi applicativi su strutture in legno) abbiamo iniziato a mostrarvi alcuni dettagli costruttivi per dare un’idea di come si possa risolvere il problema della tenuta all’aria in un edificio in legno, e in particolare abbiamo trattato la questione delle pareti a telaio e delle coperture. Questa settimana continuiamo la nostra carrellata di particolari, e vi parliamo di pareti a pannelli multistrato e aperture nell’involucro.

Pareti in Xlam

Il livello di tenuta all’aria di un pannello multistrato dipende dal numero degli strati e dalla tecnica di incollaggio delle tavole; intuitivamente, maggiore è il numero degli strati e l’estensione della superficie incollata, maggiore è il livello di tenuta. Tuttavia, per evitare cattive sorprese, il consiglio è sempre di verificare tale parametro consultando i certificati del produttore.

  • Nel caso in cui il pannello abbia una buona tenuta, basterà sigillare le giunzioni tra una parete e l’altra con dei nastri adesivi o dei nastri espandenti;

 

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Particolare: alcune modalità di sigillatura di una giunzione tra pareti Xlam, realizzata mediante nastro adesivo (pag.113,121,125)

 

  • Nel caso in cui non si possa fare affidamento alla tenuta del pannello, sarà necessario mettere in opera una membrana esterna, con un idoneo valore di Sd (indice di traspirabilità). In tale situazione, c’è pericolo che si formi condensa interstiziale all’interfaccia tra parete e membrana: per evitare questo spiacevole inconveniente, è necessario porre in opera una buona coibentazione esterna.

Pareti a tavole non incollate

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Esempio di un edificio con pareti NurHolz

Le pareti a pacchetto di tavole del tipo NurHolz (connesse con perni in faggio avvitati) o Brettstapel (con connessioni in legno), non contenendo colle, non possono essere considerate a tenuta. Ricadono quindi nel caso precedente, nel quale risulta necessario porre in opera una membrana continua lungo la superficie esterna della parete.

 

Piccole aperture

Tutti i fori presenti nell’involucro ligneo, necessari a far passare le componenti degli impianti, rappresentano delle criticità in quanto l’interruzione dello strato di tenuta deve essere ben sigillata, scegliendo materiali la cui elasticità renda la posa di semplice esecuzione, anche nel caso di aperture di forma irregolare o molto piccole e ravvicinate, come quelle rappresentate in figura.

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Particolare dell’interruzione di tenuta intorno a un tubo freddo e ad un corrugato elettrico, realizzata con collari autoadesivi in EPDM e nastri butilici in polietilene (pag.153)

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Particolare dell’interruzione di tenuta in prossimità di un lucernario. Il freno vapore viene allungato fino al di sotto del serramento. All’esterno, lungo il perimetro, è posto un nastro espandente (pag.151).
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Degrado dello strato di tenuta. (Attenzione! La schiuma poliuretanica rigida non garantisce la tenuta all’aria nel tempo)

Dopo questa rapida e sintetica carrellata, si conclude il nostro piccolo approfondimento in quattro puntate sulla questione della tenuta degli edifici. Avete ancora qualche dubbio? Avete in mente qualche altro dettaglio costruttivo da chiederci? Scriveteci e vi risponderemo nei prossimi post. A presto!

Se vuoi approfondire consultando tutti gli articoli finora da noi pubblicati su questo argomento vai alla pagina /Blower Door cliccando WWW_50x50

Articolo redatto da Ergodomus in collaborazione con Ing. Bifulco Francesca – Master Universitario di II livello in “Costruzioni in Legno” a.a. 2015/2016 – Alma Mater Studiorum Università di Bologna

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