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Edifici alti in legno: ecco i risultati

E’ sempre molto importante ed interessante al tempo stesso capire l’opinione delle persone che operano a vario titolo nel mondo delle costruzioni in legno. Per questo negli scorsi anni abbiamo proposto dei sondaggi che ci hanno sempre dato grandi soddisfazioni. L’ultimo in ordine cronologico è dedicato agli edifici multipiano.

In questa nostra analisi ci limitiamo a riportare alcuni dati che secondo noi sono particolarmente significativi e che vogliamo condividere con voi.

Oltre 220 persone hanno compilato il nostro sondaggio per capire quali siano le motivazioni dietro la tendenza di realizzare edifici sempre più alti. Le domande che abbiamo posto riguardavano i vantaggi e i limiti delle costruzioni in legno e cercavano di offrire al tempo stesso alcuni spunti di riflessione.

Il sondaggio è stato diviso in due parti in base alla provenienza geografica dell’intervistato: Italia e resto del mondo. Ciò ha permesso di confrontare le opinioni degli italiani con quelle del resto del mondo, rilevando in alcuni casi delle divergenze significative. Complessivamente sono state raccolte 87 risposte dall’Italia e 136 dal resto del mondo da ben 33 paesi diversi sparsi per i cinque continenti.


La maggior parte delle risposte è stata data da progettisti, anche se non mancano altri tipi di professioni quali ad esempio costruttori, produttori, ricercatori, produttori, studenti, giornalisti ed impiegati governativi.

 


Interessante notare come vi sia una percentuale che va oltre il 25% di persone che hanno risposto al modulo pur non avendo progettato/costruito alcun edificio in legno. Altro dato interessante per la parte in lingua inglese: una grossa fetta di persone (23.4%) ha dichiarato di aver progettato e/o costruito un edificio con un numero di piani pari a 6 o maggiore.

 


Per quanto riguarda i limiti che hanno finora impedito lo sviluppo degli edifici alti in legno, troviamo sostanzialmente la convinzione diffusa che dipendano da una carenza di competenza da parte dei progettisti e dei costruttori. Interessante inoltre notare come il problema del fuoco sia percepito all’estero come molto più limitante rispetto all’Italia.

Diagrammi da sinistra a destra: – Statica, – Normativa, – Fuoco, – Tecnologie produttive, – Costo, – Poca competenza da parte di progettisti e costruttori.


Per quanto riguarda i vantaggi attribuiti alla costruzione di edifici alti, possiamo dire che la possibilità di prefabbricazione unita alla riduzione dei tempi di cantiere e la possibilità di realizzare l’edificio con sistemi a secco, vengano riconosciuti trasversalmente come i vantaggi principali. Anche la riduzione del peso con conseguente alleggerimento dei carichi in fondazione viene recepito come un grosso vantaggio.

Come viene visto il contributo alla decarbonizzazione? Qui i risultati sono molto diversi tra Italia e resto del mondo. Se all’estero questo viene considerato un vantaggio reale e viene addirittura messo al primo posto dalla maggior parte di coloro che hanno risposto al quesito, lo stesso non si può dire per i colleghi italiani che hanno compilato il modulo. In Italia il 29% degli intervistati ha giudicato questo aspetto come molto importante mentre all’estero la percentuale è del 58%.

Diagrammi da sinistra a destra: – Risparmio energetico, – Velocità di realizzazione, – Possibilità di costruire a secco, – Possibilità di prefabbricazione (off-site anziché on-site), – Contributo alla decarbonizzazione, – Riduzione traffico veicolare durante il montaggio (camion), – Modularità, – Leggerezza della struttura (circa 30% in meno rispetto ad una costruzione tradizionale).


La durabilità unita all’acustica vengono riconosciuti come i limiti principali delle strutture in legno.

Diagrammi da sinistra a destra: – Durabilità, – Vibrazioni dei solai, – Vibrazioni complessive dell’edificio, – Acustica, – Presenza di travi all’intradosso dei solai.


Oltre 2/3 degli italiani e quasi 3/4 degli stranieri ritiene che il livello delle conoscenze attuali sulle costruzioni alte sia sufficiente.


Quasi tutti concordano del dire che le strutture ibride siano la chiave per poter superare gli attuali limiti di altezza degli edifici in legno (88,5% Italia, 94,9% resto del mondo).


Per quanto riguarda la maglia strutturale minima per le categorie di edifici, abbiamo riscontrato che la maggior parte delle persone intervistate ha indicato come sia la categoria commerciale a necessitare della maglia strutturale più larga.

Diagrammi da sinistra a destra: – Residenziale, – Uffici, – Scuole, – Hotel, – Commerciale (negozi), – Studentati.


Se all’estero il fatto di avere la facciata indipendente dalla struttura portante viene visto per il 74.3% degli intervistati come un vantaggio, in Italia questo non accade, e la percentuale si riduce a 47.1%.


In generale la struttura portante a vista non viene recepita come un requisito primario. Se questo è vero per l’86.2% degli intervistati in Italia, all’estero una consistente fetta pari al 29.4% degli intervistati crede il contrario.


Per quanto riguarda il fuoco, oltre i due terzi delle persone intervistate concordano nel dire che l’aspetto più importante da tenere in considerazione sia la resistenza a dispetto della reazione. Lo scopo di questa domanda era in realtà far riflettere gli intervistati sui vari aspetti, a nostro avviso egualmente importanti, relativi alla progettazione degli edifici che hanno dei requisiti di resistenza al fuoco. Molto spesso la reazione al fuoco viene posta in secondo piano rispetto alla resistenza, non bisogna però dimenticare che il legno è un materiale con una classe di reazione al fuoco D-s2,d0, corrispondente ai materiali combustibili e potenzialmente infiammabili.

 

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